Il gatto ha caldo: i segnali che si perdono facilmente
Perché i gatti nascondono il malessere
In natura il gatto è insieme predatore e preda. Un animale che mostra la propria debolezza si rende attaccabile. Questa eredità è ancora tutta nel gatto di casa: si ritira invece di lamentarsi. Vale per il dolore quanto per il caldo.
A questo si aggiunge che i suoi segnali di sofferenza da calore assomigliano proprio a quelli che in una giornata calda diamo per scontati. Mangia meno, dorme di più, si muove poco. Con 32 gradi nessuno pensa subito a un problema.
Tecnicamente il gatto se la cava con il caldo meglio di un cane: i suoi antenati vivevano in regioni aride. Ma le sue vie sono altrettanto limitate. Suda solo dai polpastrelli, ansima pochissimo, e si lecca il pelo perché la saliva evapori. Soprattutto, si regola scegliendo dove sdraiarsi.
I segnali, nell’ordine in cui compaiono
| Fase | Da cosa la riconosci | Cosa fare |
|---|---|---|
| Precoce | Si sdraia disteso e piatto sulle piastrelle, nel lavandino o nella doccia; si pulisce molto più del solito; mangia meno; diventa apatico | Creare un punto fresco dove ritirarsi, acqua in più punti |
| Evidente | Orecchie calde, irrequietezza, cerca di continuo posti nuovi, respira più in fretta del solito | Oscurare la stanza, panno umido, tenerlo d’occhio |
| Critico | Ansima visibilmente a bocca aperta, saliva molto, gengive rosso scuro | Emergenza: chiamare il veterinario e andarci |
| Pericolo di vita | Andatura incerta, vomito, apatia totale, convulsioni | Subito dal veterinario |
La temperatura corporea normale di un gatto sta tra 38 e 39,2 gradi, un po’ più alta di quella del cane. Dai 40 in su la situazione è critica.
Cosa aiuta davvero in casa
Arieggiare la mattina presto, oscurare di giorno. Sembra banale, ma è la singola misura più efficace in un appartamento. Persiane abbassate prima che il sole batta sul vetro, non dopo.
Più punti d’acqua. I gatti hanno uno stimolo della sete debole, e una sola ciotola in cucina spesso non basta. Due o tre ciotole in punti diversi, lontano dal cibo, vengono accettate molto meglio. Una fontanella aiuta, perché l’acqua in movimento per un gatto è più invitante.
Panno umido invece della doccia. Passa un panno inumidito su pelo, orecchie e zampe. Versargli l’acqua addosso genera stress, e lo stress genera calore.
Spazzolare, soprattutto sul pelo lungo. Il sottopelo morto funziona come uno strato isolante. Su Maine Coon, Persiano e Gatto delle foreste norvegesi, spazzolare con regolarità d’estate fa una differenza che si sente. Tosare invece non è una buona idea: il pelo protegge anche dal sole.
Una superficie fresca in un punto che conosci. Il tuo gatto la cerca comunque, di solito in bagno o nel corridoio. Un tappetino refrigerante è la stessa idea, ma dove lo metti tu, e funziona senza corrente e senza gel. Come ci riesce dal punto di vista fisico è spiegato nella pagina come funziona il tappetino refrigerante.
Cosa non aiuta, anche se sembra logico
Cubetti di ghiaccio nell’acqua. L’acqua molto fredda molti gatti semplicemente non la bevono, e l’obiettivo era proprio che bevessero di più.
Ventilatore puntato addosso al gatto. Una corrente d’aria rinfresca soprattutto facendo evaporare il sudore, e il gatto non ne ha. Un ventilatore che fa girare l’aria della stanza rende più di uno puntato sull’animale.
Panetti refrigeranti senza niente in mezzo. Il contatto diretto della pelle con del materiale congelato può essere localmente troppo freddo, soprattutto su animali piccoli e anziani. Semmai avvolti in un asciugamano e sotto sorveglianza.
Tosare il pelo. Nei gatti non ha quasi mai senso. Il pelo isola in entrambe le direzioni e protegge la pelle dalle scottature.
Quali gatti devono stare più attenti
Tre morfologie sopportano il caldo peggio delle altre, e non è una questione di moda ma di anatomia.
Il British Shorthair ha, nonostante il pelo corto, un sottopelo molto fitto e una corporatura compatta. Il Persiano somma due fattori di rischio: pelo lungo e muso schiacciato, che rende la respirazione più faticosa. Anche il Maine Coon, con il pelo semilungo e fino a otto chili di peso, fa più fatica.
A questi si aggiungono, indipendentemente dalla razza: i gattini molto piccoli, i gatti oltre i dieci anni, i soggetti in sovrappeso e quelli con problemi cardiaci o respiratori.
Domande frequenti
Ansimare è normale nei gatti?
No. A differenza del cane, ansimare non fa parte del comportamento normale di un gatto. Un ansimare breve dopo un gioco movimentato o un viaggio in auto stressante può capitare. Se invece il gatto ansima da fermo, è un segnale serio: portalo in una stanza fresca e chiama subito il veterinario.
Da che temperatura il gatto sta male?
I gatti sopportano il caldo meglio dei cani, i loro antenati vivevano in zone aride. Dai 30 gradi in su, però, e soprattutto con umidità alta, la situazione diventa pesante anche per loro. I più sensibili sono le razze a pelo lungo, i gatti dal muso schiacciato come il Persiano, i cuccioli, gli anziani e i soggetti in sovrappeso.
Devo bagnare il mio gatto?
Non versargli acqua addosso: per la maggior parte dei gatti è uno stress enorme, e lo stress produce altro calore. Più efficace e meglio tollerato è passare un panno umido su pelo, orecchie e zampe. In emergenza valgono le regole di sempre: acqua tiepida, mai ghiacciata, partendo dalle estremità.
Perché il mio gatto d’estate beve così poco?
I gatti hanno per natura uno stimolo della sete debole, perché in origine assumevano liquidi dalle prede. Chi dà crocchette dovrebbe fare attenzione all’acqua bevuta soprattutto d’estate. Più ciotole in punti diversi, una fontanella o un po’ di cibo umido rendono molto più di una sola ciotola piena.
Questo testo non sostituisce il parere del veterinario. Se il tuo gatto mostra segnali critici, rivolgiti subito a un ambulatorio veterinario.
Un posto fresco che decidi tu
Il tuo gatto lo cerca comunque. Quattro taglie, senza gel e senza corrente.
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